Tre minuti fa ho denigrato beffardamente il correttore automatico di Microsoft Word. Ma ero in torto.
Da utente Mac più che decennale, lo sdegno si stava già mescolando alla soddisfazione mentre osservavo un bel segno rosso comparso sotto la parola ‘ridisegnamo’ appena digitata, e quasi gongolavo pensando a quanto avrei goduto nello stigmatizzare l’ennesima falla del tetro elaboratore di testo dell’impero del male.
Invece scopro, grazie a Google, che Giulio Nascimbeni nel 1998 aveva già svelato al mondo una norma che io non conoscevo: alla prima persona plurale dell’indicativo presente e del congiuntivo presente, la ‘i’ dopo ‘gn’ si può mettere. Non è obbligatoria, ma tantomeno scorretta, tanto che l’Accademia della Crusca la consiglia.
Controllate voi stessi. Io vado volontariamente dietro la lavagna per tre minuti.

