Un post squisito, oggi, sul blog Mangiare a Milano di Valerio M. Visintin, che approfitto per invitare da me ad assaggiare la mia deliziosa amatriciana. Giusto per sdebitarmi dei minuti di sollazzo intelligente che passo sul suo blog.
Eccellenti notizie per i capoccioni del governo mondiale: l’Italia cala le braghe e svende la lingua di Dante (il gioiello di famiglia) al peggior offerente.
Presto potremo vivere il ritorno al grugnito come conquista sociale, liberandoci dalle catene dei congiuntivi e dal giogo della consecutio temporum, mutuata peraltro dall’orrido latino e pertanto degna del biasimo popolare.
Grazie a questo tardivo ma salutare risveglio delle coscienze, e finalmente senza più parole né pensieri, ritroveremo il coraggio (che sembrava perduto) e la dignità, senza ’se’ e senza ‘ma’, di obbedire agli ordini del nostro guardiano. Chiunque esso sia. Lunga vita al signor padrone con la frusta! Oink!
«Tutti parliamo allo stesso modo»
L’italiano perde efficacia e vitalità
di Ida Bozzi (corriere.it)
«Metà studenti da bocciare in italiano»
di Giulio Benedetti (corriere.it)
Così degrada la nostra lingua
L’italiano e i registri violati
di Cesare Segre (corriere.it)
1.169.075 visite in questo momento. Post con più di 1.500 commenti. Insomma, non ho scovato il diamante in mezzo al breccino, ma non potevo non segnalarlo. Studio illegale, il blog creato da Federico Baccomo, è ormai celeberrimo. Ed è una prelibatezza.
Duchesne è un giovane avvocato, lavora in un importante studio d’affari di Milano. È un moderno schiavo. E sul suo blog ci racconta, con un gusto tutto inglese, lo sfruttamento dei neolaureati, con una penna irresistibile che trasforma l’alienazione e il cinismo di quel micromondo in deliziosi frammenti di comicità intelligente. Duchesne è in realtà lo pseudonimo che l’autore ha scelto per raccontare una storia che è quasi completamente autobiografica.
Il 16 marzo il Corrierone online ha raccontato tutta la vicenda, e due giorni dopo Federico Baccomo ha firmato il post di commiato: il blog non verrà più aggiornato (passa le consegne a un libro che ne porta lo stesso nome, pubblicato da Marsilio), però resta online. Da andare a leggere, ma con cautela: causa dipendenza. Altrimenti non saremmo arrivati, nel frattempo, a 1.170.250.