Eccellenti notizie per i capoccioni del governo mondiale: l’Italia cala le braghe e svende la lingua di Dante (il gioiello di famiglia) al peggior offerente.
Presto potremo vivere il ritorno al grugnito come conquista sociale, liberandoci dalle catene dei congiuntivi e dal giogo della consecutio temporum, mutuata peraltro dall’orrido latino e pertanto degna del biasimo popolare.
Grazie a questo tardivo ma salutare risveglio delle coscienze, e finalmente senza più parole né pensieri, ritroveremo il coraggio (che sembrava perduto) e la dignità, senza ’se’ e senza ‘ma’, di obbedire agli ordini del nostro guardiano. Chiunque esso sia. Lunga vita al signor padrone con la frusta! Oink!
«Tutti parliamo allo stesso modo»
L’italiano perde efficacia e vitalità
di Ida Bozzi (corriere.it)
«Metà studenti da bocciare in italiano»
di Giulio Benedetti (corriere.it)
Così degrada la nostra lingua
L’italiano e i registri violati
di Cesare Segre (corriere.it)
Comune di Orbetello, conscorso pubblico per l’Ufficio appalti, settimo livello, riservato ai laureati in giurisprudenza. Ammessi all’esame orale: nessuno. Il motivo? Troppi errori di ortografia nello scritto, e troppo gravi. Tutti a casa. A studiare l’italiano.
Sul Corriere c’è la storia, e i link per approfondirla.
Certo, se avrei saputo ci fossi andato anc’io, ha dare il concorzo…